Trebiano di Modena

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Nel Trattato di Agricoltura[1], di autore anonimo, risalente al periodo fine XVIII – inizio XIX secolo, era citato la varietà di uva Trebiano di Modena[2], oltre che nell’elenco delle uve bianche, anche in quello riguardante le varietà coltivabili negli orti[3].

Il vitigno di uva da vino del trebbiano di Modena era presente nel 1838 nel vivaio di Pietro Maserati di Piacenza[4].

Tre anni più tardi, il terbiano di Modena, si trovava presso il vivaio di Luigi Musiari[5] in località Ponte d’Enza in Taneto.

Malaspina[6] nel 1859 citò l’uva Terbiàn d’Modna[7], Trebbiano di Modena. Tratto da: I vitigni della provincia parmense – Lunario per l’anno bisestile 1872[8], data posteriore al termine fissato per la presente ricerca, riportiamo la descrizione del Terbiàn d’Mòdna: “La foglia è grande e quinquefida, con le due lacinie inferiori più piccole, quella di mezzo triloba e le altre sub trilobe. Il bordo è a denti acuti non uguali tra loro. La parte superiore è liscia ed opaca, quella inferiore è di un verde bianchiccio con peli corti e tomentosi. Il grappolo ha forma cilindrica e risulta composto di bacche sferiche di color verde chiaro con riflessi giallicci e sono traslucide. I semi sono 2/3 ed il suo sapore è dolce e gradevole. Il vino che si ottiene è gagliardo, migliore di quello che si ottiene dal comune vitigno di Trebbiano”[9].

Note

  1. Archivio di Stato di Parma, Raccolta Manoscritti, ms.138; Il manoscritto è riportato anche in: Spaggiari Pier Luigi, Insegnamenti di agricoltura parmigiana del XVIII secolo, Parma, Artegrafica Silva, 1964; Medioli Masotti Paola, Lessico di un trattato parmigiano di agricoltura (fine XVIII inizio XIX sec.) in: “Archivio Storico per le province parmensi”, quarta serie, volume XXXI, 1979, Deputazione di Storia Patria per le province parmensi, Parma, 1980; Giorgini Paolo, Le varietà di uva presenti bei Ducati di Parma Piacenza e Guastalla dal 1771 al 1859, ricerca inedita, 2021, p. n. i.
  2.  Id. f. 691.
  3.  Id. f. 437.
  4.  Stabilimento Orticola di Pietro Maserati a Piacenza, Suplimento, Piacenza, Antonio Del Majno, 1838.
  5.  “Il Facchino”, 27 febbraio 1841, a. III, n. 9, Parma, Tipografia Rossetti.
  6.  Malaspina Carlo, Vocabolario Parmigiano-Italiano, vol. IV, Parma, Tipografia Carmignani, 1859.
  7.  Id. p, 357.
  8.  I vitigni della provincia parmense – Lunario per l’anno bisestile 1872, Parma, Tipografia G. Ferrari e figli, in: Tintinnar di bicchieri. Vini e vignaiuoli a Parma, a cura dell’Accademia Italiana della Cucina, Parma, Gazzetta di Parma Editrice, 2006.
  9.  Id. p.116.